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Cos’è:
Diviso in tre tempi narrativi, in forma di romanzo racconta il compiersi (del)La Vendetta.
Lei è prepubere quando la banda di delinquenti assalta la casa; fanno strage per rapire l’avvenente sorella e lei. È il prologo. Destinazione: schiavitù sessuale in occidente, dove la mafia, etnia dell’Est Europa, ha messo radici e scala il mercato ritagliandosi la propria specifica quota tra brutalità all’avvio e politiche di ‘moral suasion’ in versione criminale con l’evolversi dei tempi.
Grazie al sacrificio della sorella riesce a fuggire da un destino segnato. Ne immagina uno tutto suo e lo realizzerà. Il come è la parte di mezzo del racconto.
La conclusione, che poi proprio tale non è, costituisce la terza parte.
Cosa funziona e cosa no:
Come si vede, la strutturazione narrativa è del tutto semplice. Viceversa l’articolazione dei contenuti, specie per la parte centrale e conclusiva, è un intrecciarsi ampio di narrazioni in soggettiva, illustrazione di mentalità e ambienti socio culturali dell’oggi, e su questo diremo, o almeno di come quelle e questi possono essere credibilmente rappresentati secondo l’autore.
La tecnica narrativa padroneggia gli strumenti del racconto drammatico, del thriller, della cronaca nera… della commedia.
Nella prima parte la immedesimazione del lettore nel racconto riesce. Invero il registro stilistico è quello facile della cronaca nera: ritmo rapido, attori velocemente abbozzati in efficaci righe, linguaggio accessibile, diretto. L’intento partecipe sembra funzionare, capace di far ‘vivere’ nel lettore gli eventi estremi di cui si occupa. La scrittura e la trama indicano ostensivamente da quale parte sta l’ingiustizia e quanto inermi siano le sbalordite vittime, strappate da una felicità perfino bucolica.
Molto ‘moral panic’, molto promozione della indignazione e severa condanna morale. La scrittura lavora le leve della mozione morale, inappellabile, senza sfumature.
Nella parte di mezzo la protagonista prepara la vendetta contro i mascalzoni. Qui la plausibilità del racconto e quindi l’empatia verso i personaggi è però messa a dura prova.
In sostanza, dopo un solitario peregrinare da homeless, la nostra giovanissima perviene alla conclusione che per far vendetta serve un addestramento militare.
Come da cliché machista vi riuscirà attraverso tremende prove e sofferenze fisiche.
Come da cliché machista, dopo aver trovato un rottame tossicodipendente, già temibile soldato, e averlo disintossicato alla maniera della ‘o la va o la spacca’, lo riporta al passato vigore mentale ed ottiene così il proprio micidiale addestratore e tutor. Lui è ruvido, implacabile nella durezza senza se e senza ma… ma, infine, è lui ad essere il più segnato dall’esperienza, come da cliché machista: il burbero che ritrova un cuore da padre mancato grazie a una quasi donna.
Chi abbia visto ‘Conan il barbaro’* ricorderà come, bambino, il protagonista venga aggiogato ad un mulino che deve far girare senza posa e, così vincolato, da bimbo imberbe si trasforma negli anni in un sano giovane adulto forzuto. Immaginario davvero per bocche molto indulgenti. Come sarà per la nostra giovane protagonista, invece della morte precoce da fatica, invece di un fisico reso storpio, pieno di dolori, ecco nascere Conan, un atleta del combattimento corpo a corpo, un abile cervello pronto alla programmazione astratta del percorso utile alla vendetta . Ma tant’è, nell’immaginario machista, far correre a freddo fino al fuori giri la nuova motocicletta o altro attrezzo è necessario per liberare bene il meccanismo e rendere il mezzo più grintoso, e pronto. Strana idea di dilatazione dei metalli, di lubrificazione, di cura. Ecco, la suggestione educativa che traspare più che curare è domare…
Come da cliché machista, la nostra giovane sviluppa, contro ogni sapere sulla crescita, un corpo temibile pronto alla lotta all’ultimo sangue e una mente salda grazie ad una pedagogia fatta di spigoli, lacerazioni, traumi e nessun ascolto.1
Con la terza parte il ritmo si fa decisamente vivace, muta in parte lo stile: oscilla tra spy story, poliziesco, thriller e… commedia di genere, per altro un po’ datata. Questa parte mi ha fatto ricordare gli anni ‘70: ‘lo sciacallo’,2 i tre giorni del condor’3 , ma anche ‘a piedi nudi nel parco‘, 4….
La scena si affolla di attori eterogenei, tutti molto definiti secondo canoni che francamente sanno di abuso; per dirla tutta, forse anche fuori tempo massimo e quindi poco credibili, con cui si fatica ad empatizzare: il nerd riluttante alla relazione umana, assoluto protettore del fratello disabile, povero in canna ma, MA, genio informatico; l’amico-spalla, a contrasto, tutto chiacchiere, relazioni sentimentali prendi e molla e concretamente molto orientato agli affari; i colleghi dell’impresa che i due creano sono smarrimento e fedeltà alla neo-azienda; il grande capitalista è un non-ho-tempo-da-perdere da cui conquistare il finanziamento; i cattivi sono tutto ferocia; la nostra ex prepubere intanto diventata donna di notevole bellezza è capace di muoversi da subito con disinvolta sicurezza in terra straniera. Ora indecisa seduttrice di nerd; ora killer devastante e tutto-da-sola; ora astuta stratega del come disarticolare una ben sperimentata organizzazione criminale; ora donna sinceramente innamorata, ma (ahimè, e naturalmente) con un compito da portare a termine su cui non può transigere.
Il romanzo non mi é piaciuto. Non si impara molto, si confermano stereotipi del tutto inattuali, si suggeriscono scorciatoie non credibili, le condotte criminali sono scenografia di sfondo buone per muovere alla indignazione morale, salvo, va detto, la descrizione della ‘accumulazione originale del capitale’ e la persona come mezzo. Tutto considerato i personaggi principali risultano non veridici, al limite perfino grotteschi, il che, in un romanzo thriller, non ci azzecca molto a meno che l’autore, così scrivendo, non abbia coltivato la speranza di una qualche riduzione cinematografica del genere ‘Equalizer’ 1… 2… 3…,5 Perché questo è il livello letterario, secondo me.
Gómez-Jurado Juan, 2023, Cicatrice. Roma. Fazi Editore. Pagine 385, € 20,00. Isbn 9791259673824. Traduzione, E. Tramontin
Contra:
- Tipo, Milius J., (regia di),(1982), ‘Conan il barbaro’. 20th Century Fox. (Da un racconto di Howard R. E., 1932(sic!)) ↩︎
- Forsyth F., (1972), Il giorno dello Sciacallo, Mondadori, Milano ↩︎
- Grady J., (1974), i tre giorni del Condor, Rizzoli, Milano ↩︎
- Saks G., (regia di), (1967) ‘A piedi nudi nel parco’, Paramount Pictures. ↩︎
- Fuqua A., (2014, 2018, 2023), ‘The Equalizer – Il vendicatore’. (1; 2; 3) Sony Pictures Enter.nt Italia/Warner Bros. visibile sulle piattaforme di streaming più diffuse ↩︎
– Last Updated on 14.04.26 by wv
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