AUDIO:
Cos’è:
E’ memoria personale in forma di pensieri distinti, ma con un comune denominatore: la guerra.
E’ un libro triste, è un libro pacato. Triste perchè parla di ciò che si sa, di come funzionano i meccanismi, i nostri meccanismi di individui, di comunità. E intanto descrive questi meccanismi, intanto dice che sono meccaniche note. Tutte cose che sappiamo già.
Pacato perchè il tutto è detto con la pacatezza che ci si aspetta, io immagino, da un intellettuale così importante e ultra centenario. Ma non è un testo dimesso, non è un dire rinunciatario, non vi è resa. E’ denuncia, orgoglio civico. E’ un libro triste, con scrittura pacata, vibrante memoria e impegno.
Cosa funziona e cosa no.
A me pare funzioni tutto in questo libro-intento, però l’intento non funzionerà. E’ così: il libro funziona, basta leggerlo; ma non funzionerà l’intento, e anche questo vi si legge. E’ la contraddizione triste rilevata dall’autore: lo sappiamo come vanno le cose con e dentro la guerra e per questo non sottovalutiamo le testimonianze, ma è sempre come se fosse la prima volta che ci accade di ascoltarle, per questo non funzionerà l’intento.
Ideologia come velo della storia vs disvelamento della storia
Pragmatico, pedagogico, dignitoso, autobiografico, concreto. Nessuna bandiera, nessuna urla, nessuna marcia marziale, nessuna richiesta di nominare il nemico, nessuna supponenza.
Un libro da leggere, utile per operare scelte di geopolitica come singoli e come comunità.
Un libro per l’Ucraina, Il Sudan, Gaza, i molti conflitti… e i nostri prossimi venturi, imminenti a quanto ci dicono.
Morin, Edgar. 2023. Di guerra in guerra. Dal 1940 all’Ucraina invasa. Raffaello Cortina editore, Milano 12€. ISBN 9788832855265. (Traduzione non indicata)
Contra:
Secondo Pellizzetti, Pierfranco. (2023), “Drôle de guerre.” Terzogiornale, 22 maggio 2023 – Di Cesare, ha definito il libro di Morin un ‘mediocre libello’. Non sono riuscito a trovare lo scritto della Di Cesare e la citazione riportata da Pellizzetti non ha il riferimento bibliografico [sic]. Poiché Donatella Di Cesare è un’autorevole, per me, filosofa e analista politica, ne prendo nota. Se la sua critica al libro è correttamente riportata verterebbe sulla indebita equidistanza che Morin terrebbe nel descrivere i fatti della guerra, in specie con riferimento all’Ucraina.
L’immagine è una porzione di una incisione di Otto Dix esposta (marzo 25) al MOMA di New York
– Last Updated on 03.03.26 by wv
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Ecco l’articolo della Di Cesare che contiene la critica al libro di Morin:
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/05/17/rovelli-pensiero-libero-e-intellettuali-in-guerra/7163489/
Per chi non fosse abbonato, una copia ‘in chiaro’ qua:
https://infosannio.com/2023/05/17/rovelli-pensiero-libero-e-intellettuali-in-guerra/