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- Non mi piace che una modifica costituzionale sia fatta contro il parere del resto del parlamento. E il 22/23 voterà una minoranza, pare. La Costituzione riguarda tutti, non una parte minore.
- Non mi piace che le norme attuative -che danno sostanza al cambiamento- siano rese note solo dopo il referendum. Fino ad allora rimarranno occulte. Cosa c’è lì dentro?
- Avrei voluto più tempo. Per un banale principio di precauzione, non cambio la Costituzione se non ho capito bene -politicamente e giuridicamente- cosa implica il cambio.
- Ho compreso per certo che il Referendum non migliora la giustizia in concreto, non dà più risorse, non aumenta il personale, non rende più efficienti. Come per la scuola, la sanità, i trasporti, il fisco, questo Governo mi sembra ostile alla qualità del servizio pubblico. La giustizia è servizio pubblico.
- Le leggi danno il potere ai magistrati. Leggi fatte dal ceto politico, non dai magistrati. Cambino le leggi, in parlamento, se quello è il punto. Perché modificare la Costituzione?
- Nel nuovo organo di auto-disciplina i magistrati vengono sorteggiati a caso. Magistrati estratti a caso sono i più competenti?
- Quel magistrato estratto a caso, dalla competenza ignota, può aderire a qualsiasi ‘corrente di pensiero’ senza doverlo dire. Il sorteggio non elimina le correnti, le occulta. E allora cosa resta? Solo una competenza dubbia?
- Nel nuovo organo di disciplina gli altri controllori sono selezionati per simpatia verso un partito. Scarsa credibilità per chi viene scelto perché simpatico al partito X.
- Ma chi è stato scelto dal partito X potrà giudicare il magistrato che indagò sulle malefatte del partito X. Mi posso fidare?
- Sono preoccupato per i tempi che corrono, ne scrivo in ‘Sotto la guerra’, in questo blog. Questo Referendum non sembra servire al rafforzamento delle mie tutele, basate anche sulla tripartizione dei poteri, sul controllo dei più forti, sulla efficienza delle istituzioni pubbliche.
- Meglio votare No.
– Last Updated on 23.03.26 by wv
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