Sebastian, Fitzeck. 2011. Il gioco degli occhi.

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Co’s’è

E’ un giallo Horror, piuttosto datato. L’autore nasce e vive in Germania, dove è molto conosciuto.

Un assassino e rapitore di bambini costruisce una caccia all’uomo, disseminando, lui dice, segnali e tracce per scoprire i luoghi di detenzione dei rapiti entro un tempo dato. Scaduto il tempo i rapiti moriranno, così come le loro madri al momento del rapimento. Poi ai bambini cadavere caverà un occhio, sempre il sinistro.

Sulle sue tracce un ex poliziotto ora giornalista e una non vedente con capacità preveggenti, oltre alla squadra omicidi. Il luogo è Berlino, che resta molto sullo sfondo del racconto.

Casa va e cosa non va.

E’ sicuramente un romanzo per gli amanti del genere. Mi ha dato l’impressione che il lettore cui è indirizzato sia un adolescente o giovane adulto. Dico questo perchè non mancano incongruenze e liberalità narrative che ad un lettore più adulto, forse, disturberebbero. A me sono venute a noia, il che per un Horror non è proprio l’esito atteso.

Alla svelta ci si accorge che i capitoli sono costruiti per finire con frasi che, immagino, nelle intenzioni tecnico-narrative dell’autore, dovrebbero incentivare a proseguire, ma -io credo- finiscono per convincere a leggere il finale del libro e non pensarci più.
Si tratta, normalmente, di misteri annunciati e di imminente disvelamento; colpi di scena da inaspettata intuizione, rivelazione o minaccia che si annuncia.

La presenza metafisica della non vedente, la coprotagonista, in una compagnia di sofferenti psichici, con capacità di vedere nella propria mente avvenimenti a cui non ha partecipato e come se fosse, ella, il protagonista di quelli, mette il romanzo su un piano in cui l’horror è compagno del fantastico, nel senso del genere letterario che tende al fantasy, o al fantascientifico.

La versione del romanzo che ho avuto a disposizione è farcita di errori di battitura e di una punteggiatura ora del tutto assente, da apnea, ora di lotta alla grammatica.
Peraltro qui l’editore è Elliot, editore che cede i diritti a Einaudi, il quale nel 2012 ripubblica il romanzo, immagino con molta miglior cura.

In ogni caso, il meccanismo narrativo basato su un continuo ‘épater la bourgeoisie’ , sorprendere ad ogni fine capitolo, diventa infine ripetitivo e francamente noioso. Anche perchè la scrittura tira via veloce sui caratteri dei personaggi di contorno, la cui delineazione psicologico caratteriale è al minimo sindacale e anzi, a dirla tutta, non sembra proprio un luogo di impegno letterario, diciamo così, dell’autore. E taciamo sulla criminalistica del criminologo consulente della polizia.

Al netto delle magagne editoriali, il romanzo, che pure ha dei momenti avvincenti come si conviene al genere, resta una lettura per non esigenti.


FITZEK, Sebastian. 2011. Il gioco degli occhi. Trad.  C. Crivellaro. Roma: Elliot. ora in edizione (Torino:) Einaudi, 2012, 18,5€ per 378 pagine.


Contra:

Come d’uso cito pareri differenti dal mio.
In questo caso ammetto di non aver fatto particolare ricerche. Segnalo quindi la recensione molto positiva di Elisabetta Bolondi in https://www.sololibri.net/Il-gioco-degli-occhi-Sebastian.html,: “…Un libro durissimo per le scene iperrealistiche che l’autore non ci risparmia, dove alle sottigliezze psicologiche si alternano descrizioni crude della violenza cieca di poliziotti repressi e vendicativi e giornalisti distratti, in una Berlino caotica ma spettrale al tempo stesso, nelle cui villette suburbane può avvenire qualunque spaventoso delitto”.”

– Last Updated on 18.09.26 by wv

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