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Scaricabile gratis in pdf o in carta con invio postale, il nuovo numero di Voci di Dentro è uscito questa mattina.
Rivista dalle carceri, piuttosto nota, ha redazione composta da giornalisti professionisti e detenuti o ex detenuti. Il numero di oggi tratta di attualità e propone riflessioni più distaccate dalla cronaca
Dal crollo di Merz, l’ascesa di AfD, l’exploit Linke; al dibattito su carcere sì carcere no; agli effetti criminali delle guerre; al Living Theater, in occasione della ricorrenza; alle vite parallele di donne molto diverse tra loro.
Ottanta pagine a colori… E con le voci di uomini e donne rinchiusi nelle celle altrimenti invisibili. Una lettura utile per gettare uno sguardo su un mondo separato.
INDICE del numero:
6
Cento anni fa nasceva Julian Beck, fondatore assieme alla moglie Judith Malina, del Living Theatre, l’avanguardia libertaria e pacifista che, da Broadway, cambiò il teatro nella seconda metà del Novecento. “…finché non saranno distrutte tutte le carceri del mondo”, una delle frasi-manifesto del suo Living Theatre campeggia nella copertina di questo numero. DANIELA MORANDINI
10
Giuseppe Mosconi, professore emerito di Sociologia del diritto all’università di Padova, collaboratore da sempre di Vdd, spiega la sua elaborazione scientifica dell’abolizionismo delle prigioni. MATTIA PINTO
15
Un approccio pragmatico per la decarcerizzazione in vista di “un nuovo progetto di società”: le ragioni del perché e del come arrivarci. VINCENZO SCALIA
18
Il carcere si basa su una premessa sbagliata, che è quella retributiva. Il carcere nasce per punire, non a caso è un istituto di pena o istituto penitenziario. Ecco perché non è più riformabile. MARINA BERAHA
20
Nella sezione periscopio, approfondito sguardo alla Germania, al crollo di Merz e all’ascesa di AfD. La conferma che quando la democrazia non migliora la vita insostenibilmente trova spazio il fascismo. ROBERTO REALE
22
Come sta andando il mondo per le donne? La risposta, a partire dalle storie e dalle battaglie di Emma Bonino, Denìse Cosco e di Marie (dal film Woman Unknown) è che la libertà, il corpo e i diritti delle donne siano ancora territori di violenza contesa e fragilità. RITA PINCI
24
Vite spezzate, dignità calpestate e l’inesorabile declino civile di un Paese che ha smesso di guardarsi allo specchio. La verità “dentro” nei testi e nelle voci dei detenuti reclusi e di chi è uscito che non trova alcun aiuto e nessun lavoro, solo porte chiuse.
40
Mentre il mondo penitenziario affronta una crisi cronica in cui detenuti e operatori condividono una profonda sofferenza, l’attuale classe politica manca di una sintesi organica e preferisce risposte pan-penalistiche a fini elettorali, anziché investire in progetti strutturati e tesi alla dignità sociale. CARMELO CANTONE
42
Cronache dal carcere francese di Villepinte, segnato da sovraffollamento e degrado analoghi a quelli italiani. Anche qui giovani delle banlieue intrappolati in un circuito di marginalità e criminalità. BENEDETTA VERNA
43
Com’è possibile che l’Italia che ha sottoscritto le più importanti convenzioni internazionali sui diritti dell’infanzia, permetta che un neonato passi i suoi primi anni di vita in una cella? Oggi in carcere ci sono 37 minori, . rappresenta una drammatica privazione della libertà e della normale infanzia. Un incremento che è l’effetto diretto del recente Decreto Sicurezza (legge n. 80/2025). FEDERICA LOMBARDI
44
Amara riflessione dopo un tragico fatto di cronaca in cui un giovane studente di un corso serale ha commesso una rapina sfociata in omicidio. La domanda è d’obbligo: la scuola rappresenta ancora un presidio sociale fondamentale per intercettare il disagio dei giovani? STEFANIA CAVALLO
46
A che serve, dunque, parlare di rieducazione se poi la condanna diventa, di fatto, una pena perpetua? Se non vengono rimossi gli ostacoli che incontra una persona uscendo dal carcere, la pretesa funzione rieducativa (quando c’è, ma spesso è più punitiva), serve a ben poco. LUCIO BOLDRIN
47
È possibile pensare a un carcere diverso e, volendo essere anche più radicali, a un carcere senza mura, vale a dire a un’amministrazione della giustizia con criteri e modalità differenti dalle attuali? Sì assolutamente. Anzi ora è doveroso. PIERGIORGIO BORTOLOTTI
48
A qualcuno cuscini di seta, a tutti gli altri materassi lerci. Riflessioni di una ex detenuta sul caso Roggero, sull’eccezione Bollate e sui media. E sulla politica che fa cassa elettorale sulla pelle delle persone detenute. LUNA CASAROTTI
52
In carcere la lingua e le modalità della burocrazia sono uno scoglio e spesso anche un limite insormontabile. Ne fanno le spese molte delle persone detenute, soprattutto quelle più escluse e più marginali anche prima della carcerazione. ISABELLA DE SILVESTRO
53
Quando l’intelligenza artificiale può aiutare le persone detenute: il Movimento Italiano Diritti Detenuti ha infatti creato il generatore IA di istanze 35 ter: volontari e famiglie, o persone detenute in misura alternativa o ex-detenute, possono utilizzarlo gratuitamente.
54
La detenzione in comunità come previsto dalla Legge 140 è una vera truffa: fondi insufficienti e la solita ipertrofia punitiva. La soluzione vera: investire realmente e concretamente nell’affidamento in prova terapeutico, ex art. 94, potenziando la rete dei servizi territoriali sia residenziali che diurni. DENISE AMERINI
56
Intervista all’avvocato Chiara Penna sull’informazione spettacolo. Nel mirino del legale la vicenda di Sara e Alysia, di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia a L’Aquila, e quella della famiglia del bosco nel Vastese? Quando la forma (lo spettacolo) cannibalizza il contenuto (la verità del fatto), quando l’emozione sostituisce la comprensione, l’informazione non è più un pilastro della democrazia.
58
La morte di Abderrahim Fakir (politicamente ucciso) a Bologna mostra la deriva a cui siamo arrivati, alla distanza m tra chi cura e chi viene curato. E soprattutto rivela che non siamo più in grado di vedere persone, ma solo corpi da contenere e da sedare. MATTEO SANGIORGI
62
L’avvocato Ilaria Urzini è il legale della famiglia di Igor Squee, 33 anni, morto tra l’11 e il 12 giugno del 2022 a Milano durante l’intervento della polizia chiamata per una lite. Caso ora riaperto. Il legale svela: sopra quel giovane sono intervenuti ben 14 agenti. E poi è stato sedato con un farmaco senza verificare lo stato di salute. FRANCESCO LO PICCOLO
68
La guerra è incubatrice e moltiplicatrice di reati. Non solo: è capace di trasformare i cittadini onesti in criminali. Un’analisi a partire dagli studi di H. Mannheim, criminologo, sulla seconda guerra mondiale e sulla prima guerra, vissuta in diretta, quando era da soldato. WALTER VANNINI
72
Il male, si ripara con il bene, sostituendo il paradigma di una giustizia retributiva del malum passionis propter malum actionis con quello di una giustizia che guarda dal futuro, del bonum actionis propter malum actionis. Questa vera lezione di vita ci viene direttamente da Agnese Moro e Adriana Faranda che da trent’anni girano insieme in Italia e si raccontano e dimostrano che il dialogo è più forte dell’odio. ANTONELLA LA MORGIA
74
L’Europa non sta più gestendo la migrazione, al contrario sta conducendo una guerra contro i migranti. E lo fa con il nuovo Regolamento Rimpari, che consolida a livello giuridico la torsione autoritaria nella gestione dell’immigrazione. In sostanza è l’industria della deportazione secondo il modello israeliano. FEDERICO TELI
76
Recensione de “L’algoritmo della farfalla” (edito da Morsi), romanzo grafico sceneggiato da Lucio Cascavilla e illustrato da Giulia Canetto (Giunia C.). Il fumetto racconta la dura realtà dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) attraverso la quotidianità opprimente di due recluse, Lolade e Ifé, mostrando anche l’evoluzione cinica delle loro guardie. FRANCESCA DE CAROLIS
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Ancora sulla vita nei Cpr. Ce la racconta “Diario di un invisibile” (Edito da Sensibili alle foglie), primo diario scritto dall’interno di un centro di detenzione amministrativa italiano (l’allora CIE, oggi CPR di Ponte Galeria a Roma). L’autore è Sunjay Gookooluk, che dopo vent’anni di irregolare in Italia e un’esperienza in carcere, viene recluso nella struttura, identificato (marchiato) solo dal numero “8703”.
79
Sempre per la rubrica “liberi e libr*” recensione di “Se fioriscono le spine” edito da Menabò scritto da Glauco Giostra, già Presidente della Commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario. Il romanzo è una grande storia che nasce in carcere ed esalta valori come l’amicizia, la fiducia, la solidarietà e la speranza perché davvero anche dal male può nascere il bene. E che svela una grande verità: Antonio e Angelo il Muto non sono il loro reato.
Il periodico è integralmente scaricabile qui: https://drive.google.com/file/d/1h-rll4c7g49Y0uxC-aUuvw3LUDADdP_G/view?usp=sharing
oppure leggibile on line qui: https://www.calameo.com/read/000342154b5d17b2f6ed0
– Last Updated on 23.09.26 by wv
