Miles Davis (parte 2)

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il genio assoluto.

1. Ascenseur pour l’échafaud (Générique)

Album: Ascenseur pour l’échafaud (1958)

Parigi di Simenon. Jeanne Moreau e Champs-Élysées. Il delitto, l’asfalto lucido, ma i bistrot non sono ancora i bar à la Hopper,

Sei in giro e fuori piove e ti senti l’umido addosso, rallenta. È il momento di ascoltare questo Miles Davis (o entra e fatti un bagno caldo, a casa Paolo Conte)

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2. So What

Album: Kind of Blue (1959)

Miles e franchezza metropolitana. Una giornata passata a correre, rispondere, fare.

E tutto che scorre, rumorosamente. E allora?

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3. ‘Round Midnight (Midnight Blues)

Album: ‘Round About Midnight (1957)

malinconia antica. Rimango solo, e va bene così.

La mezzanotte e un locale tutto legni e luci basse. Gente che ascolta, che parla, che se ne sola al bancone del bar. Tutti a tirare l’alba. Languidamente.

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4 Time after time

Un paesaggio che ti piace. Una carezza sul viso. Squillante energia del mattino.

Un contrappunto di pacatezza e rotondità sulle note alte.

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5. All Blues

Album: Kind of Blue (1959)

Un motore. Un ciclico pulsare musicale. Una processione, molto dopo il lavoro.

Guizzi alternano lentezze. Merletti e cotoni

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6. Blue in Green

Album: Kind of Blue (1959)

Lento, ma lento. Uno scivolo tranquillo per la domenica mattina, prima di alzarsi.
Dopo ti faccio il caffè.

Suoni lievi di pianoforte per una tromba quasi indolente.

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8. Tutu


Album: Tutu (1986)

Questo pianeta. Contrazioni, estensioni, e il ritmo resta di quelli che non tranquillizzano.

Razzismo, Apartheid, brutte bestia. Non è che Miles Davis viva altrove, e poi ci sono Mandela e Tutu.

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– Last Updated on 20.10.26 by wv

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